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Incentivi Imprese

 

Tutte le news sugli ultimi incentivi attivati e in attivazione.

Resta aggiornato su bandi, contributi e agevolazioni per imprese, professionisti e startup.
 In questa sezione troverai notizie aggiornate, schede sintetiche e approfondimenti tecnici sugli incentivi regionali e nazionali più importanti. Dalla finanza agevolata alle misure per l’innovazione, dalla digitalizzazione alla sostenibilità, qui raccogliamo tutte le opportunità reali per far crescere la tua impresa.

Conoscere i giusti strumenti oggi significa progettare il successo di domani.


Novità

Incentivi imprese settembre 2026: bandi aperti in Campania e nel Mezzogiorno, scadenze fiscali e nuove opportunità Invitalia

 

Settembre 2026 è un mese decisivo per le imprese della Campania e del Mezzogiorno che intendono accedere a contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, incentivi Invitalia e misure regionali.

Il calendario concentra nello stesso periodo bandi agricoli, misure per PMI produttive, incentivi per ricerca e sviluppo, agevolazioni per imprese turistiche, strumenti per la formazione del personale e importanti scadenze fiscali.

Per chi cerca online bandi aperti in Campania, incentivi imprese Mezzogiorno, contributi Invitalia 2026 o finanziamenti agevolati per PMI del Sud, questo aggiornamento riepiloga le principali opportunità operative da monitorare.

Quali sono i principali bandi aperti per le imprese a settembre 2026?

Le misure più rilevanti da seguire in questa fase sono:

  • SRD03 Azione C Campania, prorogato al 30 settembre 2026;
  • SRE01 giovani agricoltori Campania, prorogato al 30 settembre 2026;
  • Scoperta Imprenditoriale II, con oltre 505 milioni di euro per ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno;
  • Investimenti Sostenibili 4.0, con compilazione già attiva e invio dal 6 ottobre;
  • Sviluppo Competenze specialistiche delle PMI, aperto fino al 21 dicembre;
  • GreenTour, per imprese turistiche, aperto fino al 30 settembre;
  • FEAMPA trasformazione e commercializzazione prodotti ittici Campania, aperto fino al 30 ottobre;
  • scadenze fiscali del 16 settembre 2026, con versamenti IVA, ritenute, imposte e rate.
Novità

Bandi e incentivi giugno 2026: opportunità attive, scadenze e misure in arrivo per imprese e professionisti

 

Giugno 2026 presenta un quadro articolato di opportunità per imprese, professionisti, editori, attività agricole e realtà che intendono investire in innovazione, internazionalizzazione, digitalizzazione, sostenibilità e sviluppo produttivo.

Non tutte le misure hanno però lo stesso stato di avanzamento. Alcune sono già attive o hanno una scadenza imminente. Altre dispongono di risorse e regole già definite, ma attendono ancora l’apertura formale dello sportello per la presentazione delle domande. Distinguere correttamente le due situazioni è essenziale: consente alle imprese di muoversi in tempo quando il bando è aperto, ma evita anche di impostare investimenti o impegni economici su misure non ancora concretamente accessibili.

Di seguito una panoramica delle principali opportunità da considerare in questo momento, con particolare attenzione alla Campania, al Mezzogiorno e alle misure nazionali applicabili su tutto il territorio italiano.

Investimenti sostenibili 4.0 - 2026: nuovo bando da 448 milioni per le PMI del Mezzogiorno

 

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dato attuazione a un nuovo bando Investimenti sostenibili 4.0, destinato a sostenere programmi di investimento innovativi, sostenibili e coerenti con il piano Transizione 4.0 nelle Regioni meno sviluppate. La misura riguarda Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna e mette a disposizione una dotazione complessiva pari a 447.595.808,76 euro, cioè circa 448 milioni, con una quota del 25% riservata a micro e piccole imprese

Si tratta di una misura che punta a sostenere investimenti produttivi reali, non iniziative improvvisate. Il decreto ministeriale del 18 marzo 2026, pubblicato sul sito MIMIT il 20 maggio 2026, colloca l’intervento nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle PMI del Mezzogiorno attraverso progetti ad alto contenuto tecnologico e con attenzione crescente a sostenibilità ambientale, economia circolare ed efficienza energetica. 

A chi si rivolge il bando Investimenti sostenibili 4.0

Il bando non è pensato per imprese appena nate senza storico. Possono accedere le PMI regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese, in contabilità ordinaria, con almeno due bilanci approvati e depositati; per imprese individuali e società di persone sono richieste almeno due dichiarazioni dei redditi. Inoltre occorre essere nel pieno esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione, essere in regola con normativa edilizia, urbanistica, lavoro, ambiente e DURC, aver restituito eventuali somme oggetto di revoca e non aver effettuato delocalizzazioni verso l’unità produttiva interessata nei due anni precedenti.

Questo passaggio è decisivo perché chiarisce subito il perimetro reale della misura: non è un incentivo per startup prive di storico, ma uno strumento rivolto a imprese già operative, con struttura amministrativa e capacità economico-finanziaria da dimostrare in modo serio. Per molte aziende interessate la prima verifica da fare non è tanto sull’idea di investimento, quanto sulla solidità dei requisiti formali e documentali richiesti in fase di domanda. 

Nuovo bando turismo 2026: fondo perduto e finanziamento agevolato per investimenti nel settore turistico

Il nuovo bando turismo 2026 si presenta come una delle misure più interessanti per le imprese che vogliono investire in modo strutturato nel comparto turistico italiano. Non parliamo di un incentivo per piccoli interventi, ma di uno strumento pensato per programmi di sviluppo rilevanti, con una logica chiara: sostenere la competitività delle imprese turistiche attraverso investimenti in sostenibilità, innovazione, digitalizzazione e riqualificazione dell’offerta. La dotazione complessiva annunciata è pari a 109 milioni di euro e la misura prevede una forma di agevolazione mista, composta da una quota di contributo a fondo perduto e da una quota di finanziamento agevolato.

Per chi opera nel settore dell’ospitalità, della ristorazione o dei servizi collegati al turismo, il bando può rappresentare un’occasione concreta per finanziare interventi di ammodernamento, efficientamento energetico, transizione digitale e miglioramento qualitativo delle strutture. È però fondamentale chiarire un punto: le caratteristiche generali della misura sono già emerse, ma le tempistiche definitive di apertura, la modulistica e i criteri puntuali di accesso dovranno essere disciplinati da un successivo Avviso pubblico.

Cos’è il nuovo fondo per il sostegno alle imprese del turismo

La misura è stata annunciata come un fondo destinato a sostenere investimenti di medio-grande dimensione nel settore turistico. L’impostazione è quella di favorire programmi che rafforzino la qualità dell’offerta, l’innovazione delle strutture e la capacità competitiva delle imprese italiane in un comparto strategico per l’economia nazionale. Le risorse complessive ammontano a 109 milioni di euro, ripartite tra 59 milioni per contributi a fondo perduto e 50 milioni destinati alla copertura dei finanziamenti agevolati.

Dal punto di vista della comunicazione verso il mercato, questo è un aspetto cruciale: non si tratta di un bonus generalista o di una misura standardizzata per ogni operatore, ma di un incentivo pensato per progetti di investimento strutturati, con impatti reali su competitività, sostenibilità e innovazione del comparto turistico.

Chi può beneficiare del bando turismo 2026

Le informazioni disponibili indicano come beneficiarie le imprese che esercitano attività riconducibili al settore turistico, identificate da specifici codici ATECO. Tra queste rientrano, secondo le sintesi pubblicate, i servizi di alloggio come alberghi, villaggi turistici, campeggi e bed & breakfast, i servizi di ristorazione, i servizi termali, i parchi di divertimento e gli organizzatori di convegni e fiere. Sono ammesse anche reti d’impresa fino a un massimo di 5 soggetti.

Tra i requisiti generali riportati figurano l’iscrizione al Registro delle Imprese da almeno 3 anni antecedenti la domanda, la presenza di una sede legale in Italia oppure l’impegno ad aprirla, la regolarità rispetto agli obblighi fiscali, previdenziali e assicurativi e l’assenza della condizione di impresa in difficoltà. È inoltre prevista, secondo le informazioni diffuse, la possibilità di accesso anche per imprese che non presentano i codici ATECO principali della misura, purché siano in grado di dimostrare contabilmente che da almeno 3 anni il fatturato derivi prevalentemente da attività turistiche.

Questo allarga in modo significativo il perimetro potenziale dei soggetti interessati, ma richiede una lettura molto rigorosa della posizione aziendale. Per chi vuole candidarsi, non basta un generico collegamento al turismo: sarà necessario verificare attentamente codice attività, struttura dei ricavi e documentazione contabile. L’effettiva ammissibilità andrà poi confermata alla luce del testo dell’Avviso pubblico quando sarà pubblicato.

Quali agevolazioni prevede il bando

Uno dei punti più interessanti di questa misura è la sua struttura mista. Secondo le informazioni disponibili, il sostegno si articola in due componenti:

una quota di contributo a fondo perduto, concedibile fino al 30% delle spese ammissibili e comunque entro il limite massimo di 4,5 milioni di euro;

una quota di finanziamento agevolato, concessa a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento europeo vigente al momento della concessione, con durata massima di 5 anni e rimborso tramite rate semestrali.

È inoltre prevista, secondo le notizie diffuse sul provvedimento, la possibilità di richiedere un’anticipazione fino al 30% della prima quota di fondo perduto, a fronte della presentazione di una fideiussione bancaria o di una polizza assicurativa idonea.

Dal punto di vista strategico, questo significa che il bando può essere molto interessante per imprese che vogliono combinare una quota di contributo diretto con un supporto finanziario a condizioni favorevoli. In altre parole, non si limita a ridurre una parte del costo: può anche contribuire a sostenere l’equilibrio finanziario dell’operazione.

Investimenti ammissibili: sostenibilità, digitale e riqualificazione

I programmi di investimento finanziabili sono orientati, secondo quanto finora diffuso, verso il miglioramento della competitività e dell’innovazione del settore turistico. Tra gli ambiti di intervento indicati rientrano:

il miglioramento dell’efficienza energetica, attraverso lavori come isolamento termico, sostituzione di infissi, climatizzazione, schermature solari e pompe di calore;

la tutela ambientale e l’uso di fonti rinnovabili, con esempi come impianti fotovoltaici, sistemi eolici, infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici e raccolta delle acque piovane;

la digitalizzazione, con interventi sulla connettività, automazione degli edifici e sistemi intelligenti di gestione;

la riqualificazione e l’ammodernamento di spazi e servizi turistici, comprese strutture come piscine, centri termali, centri congressi e soluzioni per il miglioramento dell’accessibilità.

Questa impostazione colloca il bando in una fascia alta del mercato degli incentivi: è una misura pensata per investimenti che modificano davvero il posizionamento dell’impresa, migliorano il prodotto turistico e rendono la struttura più efficiente, più sostenibile e più competitiva.

Importo minimo e massimo dei progetti

Le informazioni diffuse indicano una soglia minima di investimento pari a 1.000.000 di euro e una soglia massima pari a 15.000.000 di euro per ciascun programma. Questo dato è determinante perché definisce subito il target della misura: non è un incentivo pensato per micro-interventi o aggiornamenti marginali, ma per piani di investimento consistenti.

Per questo motivo, il bando può essere particolarmente adatto a strutture alberghiere, complessi ricettivi, imprese della ristorazione organizzata, centri termali, operatori congressuali e altre realtà turistiche che abbiano progetti già abbastanza maturi e una visione di sviluppo industriale o patrimoniale.

Quali spese sono ammesse

Secondo i contenuti finora diffusi, sono considerate ammissibili le spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda. Tra le voci richiamate rientrano:

le opere murarie e assimilate per interventi di riqualificazione energetica, nei limiti previsti dal quadro normativo applicabile;

l’acquisto di impianti, attrezzature e macchinari nuovi di fabbrica;

l’acquisto o lo sviluppo di software, programmi informatici, licenze, brevetti e know-how utili ai processi di innovazione digitale e sostenibile;

le consulenze connesse al progetto, ammissibili esclusivamente per le PMI e nel limite massimo del 4% dell’importo complessivo agevolabile.

Su questo punto conviene essere rigorosi: in misure di questa dimensione, la corretta classificazione delle spese e il loro collegamento con gli obiettivi del progetto diventano decisivi sia per l’ammissibilità sia per la tenuta della domanda in istruttoria.

Scadenze e tempistiche del nuovo bando turismo

Allo stato delle informazioni pubbliche disponibili, non risulta ancora aperto lo sportello. Le modalità definitive di presentazione, la modulistica, le soglie di punteggio e le finestre temporali saranno definite da un successivo Avviso pubblico. Questa è la precisazione più importante da mantenere anche sul sito, per non comunicare ai potenziali clienti una falsa imminenza operativa.

Per quanto riguarda la realizzazione degli investimenti, le sintesi disponibili indicano che i programmi dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione e, in ogni caso, non oltre il 30 settembre 2028.

La conseguenza pratica è chiara: questo è il momento giusto non tanto per “inviare”, quanto per preparare. Chi vuole cogliere il bando con maggiori probabilità di successo dovrebbe arrivare all’apertura con progetto già definito, preventivi coerenti, struttura dell’investimento chiara, documentazione societaria in ordine e analisi preliminare già svolta. Questa frase finale è una valutazione operativa mia, costruita sulla base della struttura tipica delle misure valutative e del fatto che l’Avviso non è ancora stato pubblicato.

Perché il bando può essere un’opportunità reale

Per le imprese turistiche che stanno programmando investimenti rilevanti, questa misura ha diversi punti di forza. Il primo è la combinazione tra fondo perduto e finanza agevolata, che può ridurre il fabbisogno finanziario complessivo dell’operazione. Il secondo è il focus su transizione ecologica, innovazione e qualità dell’offerta, tre direttrici oggi decisive per la competitività nel turismo. Il terzo è l’entità dei programmi finanziabili, che rende il bando adatto a veri percorsi di crescita e non a semplici aggiornamenti marginali.

Naturalmente, proprio perché il ticket minimo parte da 1 milione di euro, la misura richiede progettazione seria, capacità di pianificazione e una lettura tecnica molto attenta. Non è un incentivo da affrontare con logica standard: servono analisi economico-finanziaria, inquadramento corretto delle spese, verifica dei requisiti soggettivi e preparazione documentale coerente. Questa parte è una considerazione professionale basata sulle caratteristiche della misura e non una citazione testuale di una fonte.

Come prepararsi

Le imprese interessate dovrebbero iniziare da subito con alcune verifiche essenziali: coerenza dell’attività con i requisiti del bando, storicità dell’impresa, struttura dei ricavi, importo del progetto, tipologia delle spese, sostenibilità finanziaria e definizione del cronoprogramma. In presenza di reti d’impresa, sarà ancora più importante impostare bene ruoli, accordi, governance del progetto e distribuzione degli investimenti. Questi sono suggerimenti operativi derivati dal contenuto della misura e dal fatto che l’Avviso attuativo è ancora atteso.

Il nuovo bando turismo 2026 può diventare una leva molto interessante per le imprese che vogliono realizzare investimenti importanti nel settore dell’ospitalità, della ristorazione e dei servizi turistici. La combinazione tra contributo a fondo perduto fino al 30% e finanziamento agevolato, insieme alla focalizzazione su sostenibilità, digitale e riqualificazione, rende la misura particolarmente rilevante per chi ha progetti di sviluppo ambiziosi.

La fase attuale, però, richiede precisione: le linee generali della misura sono note, ma l’accesso operativo dipenderà dal successivo Avviso pubblico. Per questo, la scelta più intelligente per le imprese interessate è arrivare preparate, con un progetto già impostato e con una verifica preventiva seria dei requisiti e della struttura dell’investimento.

 

Scopri il nuovo bando turismo 2026: beneficiari, spese ammissibili, fondo perduto fino al 30%, finanziamento agevolato e investimenti da 1 a 15 milioni.

ZES Unica 2026: come funziona il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

La ZES Unica 2026 rappresenta una delle agevolazioni più rilevanti per le imprese che intendono investire nel Mezzogiorno. Non si tratta di un contributo a fondo perduto, ma di un credito d’imposta riconosciuto sugli investimenti produttivi realizzati nelle aree ammesse del Sud Italia. Il vantaggio, quindi, non arriva come erogazione diretta di liquidità, ma come riduzione di imposte e contributi da versare tramite compensazione con modello F24.

Per molte imprese, questo strumento può diventare una leva concreta per sostenere programmi di espansione, nuovi insediamenti, acquisto di beni strumentali, ampliamento di immobili produttivi e rafforzamento della capacità operativa. Tuttavia, proprio perché si tratta di un’agevolazione tecnica, è essenziale capire bene chi può accedere, quali investimenti sono realmente ammissibili, quali limiti esistono sugli immobili e quali sono le scadenze operative del 2026.

Cos’è la ZES Unica

La ZES Unica per il Mezzogiorno comprende i territori di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. All’interno di questo perimetro, la normativa riconosce alle imprese un credito d’imposta sugli investimenti destinati a strutture produttive ubicate nelle aree agevolabili. La misura si applica alle imprese già operative e anche a quelle che si insediano ex novo, purché l’investimento abbia i requisiti previsti dalla disciplina.

Questo punto è centrale: la ZES non è pensata come incentivo generico per qualsiasi spesa aziendale, ma come strumento per favorire investimenti iniziali in attività produttive localizzate nel Mezzogiorno. Per questo motivo, prima ancora di parlare di percentuali, è necessario verificare la natura del progetto, la localizzazione della struttura produttiva e la coerenza dell’intervento con la normativa europea sugli aiuti regionali.

Chi può beneficiare del credito d’imposta ZES

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, purché realizzino investimenti destinati a strutture produttive ammissibili. Questo significa che, in linea generale, possono valutare l’agevolazione società di capitali, società di persone, ditte individuali e nuovi soggetti imprenditoriali che intendano insediarsi nel territorio agevolato.

Esistono però esclusioni precise. La disciplina non si applica ai soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera e della lignite, nei trasporti e nelle relative infrastrutture con le eccezioni previste, nella produzione e distribuzione di energia e infrastrutture energetiche, nella banda larga, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo. Sono inoltre escluse le imprese in liquidazione, scioglimento o in difficoltà secondo la disciplina europea applicabile.

BANDO STEP TECNOLOGIE STRATEGICHE CAMPANIA

 BANDO STEP – II Edizione (Campania)

FINANZIAMENTI FINO ALL’85% PER TECNOLOGIE STRATEGICHE. Investimenti minimo 1milione di euro .

La Regione Campania ha aperto la II Edizione del Bando STEP, lo strumento che finanzia imprese innovative impegnate nello sviluppo di tecnologie critiche, in linea con il Regolamento Europeo STEP 2024/795.

Un’opportunità unica per chi opera nei settori digitale, deep-tech, biotecnologie e tecnologie pulite.

A chi si rivolge

Possono partecipare:
✔ Imprese di qualsiasi dimensione
✔ Singole o aggregate (consorzi, reti con soggettività giuridica)
✔ Con sede in Campania o da attivare

BANDO BREVETTI+ FINO A 140MILA EURO CONTRIBUTO FONDO PERDUTO

BANDO BREVETTI +
Cos’è

La misura Brevetti + 2025 è l’intervento che intende favorire lo sviluppo di una strategia brevettuale e l’accrescimento della capacità competitiva delle micro, piccole e medie imprese, attraverso la concessione ed erogazione di incentivi per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.
La dotazione finanziaria, riferita all’annualità 2025 e stanziata per l’attuazione dell’intervento, è pari a 20 milioni di euro.

Piano Transizione 5.0: guida completa agli incentivi per l’innovazione digitale ed energetica

Scopri il Piano Transizione 5.0: fino al 45% di credito d’imposta per le imprese che investono in digitalizzazione e risparmio energetico.

Il Piano Transizione 5.0 è il nuovo strumento che sostiene la doppia trasformazione digitale ed energetica delle imprese italiane. Con una dotazione di 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024–2025, consente di ottenere crediti d’imposta fino al 45% per gli investimenti che migliorano l’efficienza energetica e la produttività aziendale.

L’obiettivo è favorire una crescita sostenibile, riducendo i consumi e aumentando la competitività. La misura rappresenta un passo avanti rispetto a Transizione 4.0, integrando la componente green come requisito essenziale per accedere agli incentivi.

Autoimpiego Centro-Nord: la nuova misura per chi vuole creare impresa e investire su se stesso

L’Autoimpiego Centro-Nord è la versione parallela del programma Resto al Sud 2.0, ma pensata per chi vive o vuole investire nelle regioni del Centro e del Nord Italia.
È una misura che, per filosofia e obiettivi, ricalca il modello vincente di Resto al Sud: incentivare i giovani imprenditori a mettersi in gioco, a costruire un futuro professionale fondato sulle proprie idee e competenze, e a trasformare la voglia di indipendenza in un’attività reale, sostenibile e redditizia.

Non è un bando per “provare”, ma per chi vuole fare impresa seriamente, con metodo, impegno e una visione concreta del proprio futuro.

Un contributo a fondo perduto per partire davvero

L’incentivo Autoimpiego Centro-Nord è completamente a fondo perduto, e rappresenta una straordinaria opportunità per chi vuole creare o consolidare un’attività autonoma, professionale o d’impresa.
Le modalità di accesso sono due:

Resto al Sud 2.0: Tutto quello che devi sapere per trasformare la tua idea in impresa

Il nuovo Resto al Sud 2.0 rappresenta una delle più grandi opportunità per chi sogna di avviare un’attività nel Mezzogiorno.
Non si tratta semplicemente di un’evoluzione del vecchio programma, ma di un vero e proprio cambio di paradigma nel modo di concepire la finanza agevolata.
La misura è pensata per chi vuole costruire un’impresa reale, sostenibile e con una visione di lungo periodo.

Oggi più che mai, questo incentivo premia non solo l’idea, ma anche la determinazione, la capacità di investimento personale e la solidità del progetto.

Un contributo a fondo perduto vero, ma con partecipazione diretta dell’imprenditore

La novità più importante del Resto al Sud 2.0 è che l’intero sostegno è a fondo perduto, cioè non prevede rimborsi o mutui agevolati.
Tuttavia, questo non significa che lo Stato finanzi il 100% di qualunque iniziativa.
Al contrario, la misura è costruita per responsabilizzare l’imprenditore, richiedendo un apporto economico personale o da parte dei soci.

Le formule previste sono due:

FONDO TRANSIZIONE INDUSTRIALE - CONTRIBUTO FONDO PERDUTO


Imprese, di qualsiasi dimensione e operanti sull’intero territorio nazionale

  • costituite, iscritte nel Registro delle Imprese
  • che operano in via prevalente nei settori manifatturieri di cui alla sezione C della classificazione delle attivita’ economiche ATECO 2007;

AGEVOLAZIONE
TITOLO II – INVESTIMENTI VOLTI A PERSEGUIRE UNA MAGGIORE EFFICIENZA ENERGETICA
Con riferimento agli investimenti relativi all’introduzione di misure tese al miglioramento dell’efficienza energetica di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), le agevolazioni sono concesse, nella forma del contributo a fondo perduto, nei limiti delle intensità previste dall’articolo 38 del Regolamento GBER, pari al:

  • a) 30% (trenta percento) delle spese ammissibili, qualora determinate con la metodologia di cui all’articolo 11, comma 3, maggiorata di 20 punti percentuali per le piccole imprese, 10 punti percentuali per le medie imprese, 15 punti percentuali per investimenti effettuati nelle zone a e 5 punti percentuali per investimenti effettuati nelle zone c;
  • b) 15% (quindici percento) delle spese ammissibili, qualora determinate con la metodologia di cui all’articolo 11, comma 5, maggiorata di 10 punti percentuali per le piccole imprese, 5 punti percentuali per le medie imprese, 7,5 punti percentuali per investimenti effettuati nelle zone a e 2,5 punti percentuali per investimenti effettuati nelle zone c.

Bandi Brevetti e Marchi di impresa

Un pacchetto di 32 milioni per l’innovazione

In totale, le risorse stanziate ammontano a 32 milioni di euro:

  • 20 milioni per Brevetti+ CONTRIBUTO FINO AL 80% (ANCHE FINO A 100% SE ACCORDO UNIVERSITA O CENTRO RICERCA) MAX 140MILA
  • 10 milioni per Disegni+
  • 2 milioni per Marchi+   FINO A 6000 EURO CONTRIBUTO 

INCENTIVI LAVORO AUTONOMO - RESTO AL SUD 2.0 - AUTOIMPIEGO CENTRO NORD

Due incentivi, un obiettivo: FARE IMPRESA

Se hai meno di 35 anni(under 35, inattivi/disoccupati, anche GOL) e vuoi aprire la tua attività, oggi hai due opportunità concrete:

1) Resto al Sud 2.0 (Mezzogiorno + aree sismiche del Centro)

  • Voucher a fondo perduto: fino a 50.000 € (40.000 € base + premialità su digitale/green).
  • Programmi d’investimento: 75% a fondo perduto (spese fino a 120.000 €) o 70% (fino a 200.000 €).
  • Conto vincolato: Invitalia versa il contributo e paga direttamente i fornitori; tu versi la tua quota/IVA se dovuta.
  • Plus strategico: puoi coinvolgere un socio esperto di minoranza (almeno 5 anni di esperienza e ATECO con le stesse prime 2 cifre): più credibilità, più punteggio.

2) Autoimpiego Centro-Nord (ACN)

  • Per avviare l’attività nelle regioni del Centro-Nord (under 35, inattivi/disoccupati, anche GOL).
  • Domanda interamente online con procedura a sportello.

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